Regione Lombardia e presidi ospedalieri territoriali (P.O.T.)

Regione Lombardia e presidi ospedalieri territoriali (P.O.T.)

Regione Lombardia dà il via libera alla prima fase attuativa nella sperimentazione dei presidi ospedalieri territoriali (P.O.T.) per la cura dei malati cronici. E’ quanto ha deliberato  la Giunta lombarda nella seduta del 18 luglio scorso, su proposta del vice presidente e Assessore alla Salute Mario Mantovani, con particolare riferimento alle progettualità riguardanti i presidi ospedalieri di Sant’Angelo Lodigiano (Lodi), Somma Lombardo (Varese), Soresina (Cremona), Istituti clinici di perfezionamento – Poliambulatori di via Farini e di via Livigno a Milano.  

Via ai primi progetti

“Questi programmi d’intervento – ha spiegato l’Assessore Mantovani – prenderanno il via tra la fine dell’anno e il primo semestre del 2015 e rappresentano il primo atto concreto rispetto alla necessità di dotarsi di nuovi modelli organizzativi per rispondere alla sfida della cronicità che riguarda oggi 3 milioni di cittadini lombardi”. I Presidi Ospedalieri Territoriali sono, dunque, lo strumento tramite il quale “concorrere a garantire l’efficienza l’appropriatezza del sistema sanitario e assicurare continuità ed efficacia ai servizi sanitari regionali”.  

Integrazione ospedale territorio

“Così facendo – ha continuato l’Assessore alla Salute della Giunta lombarda – anticipiamo quella maggiore integrazione tra ospedale e territorio, con il paziente e le sue necessità, una finalità che è tra gli assi portanti del Libro Bianco della Sanità attualmente in fase di discussione”.   Di fatto, con questo provvedimento, si va qui a declinare concretamente quel cambio di prospettiva ‘dalla cura’ ‘al prendersi cura’ del paziente che è l’altro tratto distintivo del dibattito in corso.

Malati cronici, in Lombardia più medicine in una ricetta

  Da fine giugno il DL 90/2014 ‘Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa‘, introduce importanti novità anche per quanto riguarda i medicinali prescritti.   In una nota, l’Assessorato alla Salute di Regione Lombardia comunica che è infatti possibile la prescrizione su ricetta fino a un massimo di sei confezioni di farmaci per i pazienti cronici o soggetti afflitti da malattie rare, invece delle precedenti tre per ricetta”. ”Si tratta di una nuova possibilità sia per il medico che per il paziente – precisa l’Assessorato regionale alla Salute -, che nulla però cambierà in termini di costi per i cittadini lombardi. Regione Lombardia, infatti, nel recepire la nuova normativa, conferma le modalità di compartecipazione già in vigore, pari a 1 euro per confezione, insieme a tutte le esenzioni già previste.

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