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CNA Federmoda lancia Mood Market

Il sistema moda italiano fonda la sua capacità competitiva in buona parte sulla capacità intrinseca del settore del saper fare. Questa capacità trova le sue radici nel permanere in Italia di una filiera integra. Crescono e vengono apprezzate nel mondo le capacità del saper far bene. E’ quindi necessario al fine di salvaguardare questa filiera, promuoverla. Questo presentando, attraverso azioni di comunicazione e promozione internazionale, come il sistema moda italiano sia un integrato sistema produttivo integrato.   Il sostegno alla filiera moda italiana da parte di CNA Federmoda viene realizzato attraverso il Progetto “manifattura italiana” che consiste in un integrato programma di azioni. Sono state realizzate partecipazioni fieristiche e azioni di comunicazione e più di recente la realizzazione di un portale denominato MOOD Market quale luogo di incontro e promozione dell’intera filiera moda italiana.   Nelle prossime settimane verrà avviata una nuova fase del progetto “manifattura italiana” che grazie al contributo del Ministero dello Sviluppo Economico e la collaborazione dell’Agenzia ICE promuoverà a livello internazionale il portale MoodMarket per creare occasioni di interazioni tra imprese conto terzi e produttori di componenti per le collezioni moda come bottoni, ricami, etichette, cerniere, passamanerie, ecc. con imprese presenti sul mercato finale.   Il progetto nasce dalla volontà del gruppo dirigente CNA Federmoda di creare un luogo in cui incontrarsi virtualmente, scambiarsi informazioni ed avviare possibili collaborazioni produttive e commerciali. Accanto a questo obiettivo, c’è quello, come detto di connettere le imprese del sistema moda nazionale a potenziali nuovi clienti nel mondo, attraverso azioni di web marketing e di e-commerce delle quali questo portale sarà il trampolino di lancio. Nel portale sono presenti imprese di tutto il territorio nazionale e delle varie tipologie produttive con particolare attenzione a quelle che operano in contro terzi e subfornitura  (abbigliamento, maglieria, calzature, pelletterie, accessori per le collezioni moda quali bottoni,  ricami, etichette, passamanerie, ecc.), quindi è in grado di fornire un quadro completo di tutte le specializzazioni, che rappresentano le varie filiere.   In questo portale sono disponibili le anagrafiche delle imprese partecipanti, che è possibile selezionare per settore, tipologia di prodotto e di lavorazione, livello di qualità, sistemi di vendita, struttura occupazionale e produttiva. I prossimi appuntamenti che vedranno CNA Federmoda la presentazione del portale MoodMarket attraverso il Progetto “manifattura italiana” sono la partecipazione a: –    dal 14 al 17 febbraio a Milano al MICAM; –    dal 16 al 18 febbraio a Parigi a Première Vision; –    dal 2 al 5 marzo a Milano a MIFUR “La spina dorsale del sistema moda italiano è costituito da artigianato, piccole e medie imprese. Sempre più oggi vengono esaltati i valori dell’artigianato e del saper fare, – dichiara Antonio Franceschini, Responsabile Nazionale CNA Federmoda – la nostra associazione da sempre ha richiamato l’attenzione a valorizzare e  non disperdere questo patrimonio culturale, economico e sociale”.   “Quali sono i punti di forza per la strategicità della filiera moda italiana (tessile, abbigliamento, pelle, cuoio e calzature)? : stile, design, creatività, forte capacità propositiva; forte tessuto imprenditoriale e produttivo; versatilità e integrità della filiera; prossimità degli anelli della catena.   L’Italia può permettersi di indebolire la filiera TAC? I grandi marchi e gli stessi stilisti possono permettersi di perdere anelli della catena? Diversi fattori fanno pensare che se ciò avvenisse, tutto il sistema moda italiano ne risentirebbe: una filiera che perde la sua capacità produttiva e manifatturiera a monte (mantenendo solamente il “cervello”, cioè la collezione) alla lunga indebolisce anche la sua capacità creativa; il mercato oggi esprime esigenze di prossimità e richieste di velocità; il servizio è la priorità   Il fornitore non offre un prodotto ma una combinazione prodotto/tempo/vicinanza/competenza; spesso il vantaggio economico della delocalizzazione si è rivelato trascurabile a causa di costi di qualità e logistici; l’impoverimento della filiera riverserebbe sulle aziende a valle diversi costi aggiuntivi quali la mancanza di flessibilità, costi di ricerca e sviluppo; e soprattutto, una volta compromessa la filiera “a monte” sarebbe praticamente impossibile rigenerarle, gli investimenti sarebbero troppo alti e occorrerebbe ricreare ex-novo competenze e professionalità”.   “Ecco che da qualche tempo si parla di reshoring – dichiara il Presidente Nazionale CNA Federmoda Luca Marco Rinfreschi – anche se dobbiamo analizzare bene alcune dinamiche sottostanti il fenomeno, questo può avvenire perché il sistema dell’artigianato e delle PMI italiane non ha dismesso, ha stretto i denti, si è riorganizzato ha cercato anche nuove modalità per sostenere la competizione. Durante gli anni della delocalizzazione affrontata con leggerezza senza analizzare quali potevano essere le conseguenze dello smantellamento delle competenze produttive, il mondo del contro terzi e della subfornitura moda hanno lottato strenuamente per ribadire il proprio valore strutturale per il made in Italy. In gran parte inascoltati. Per questo CNA Federmoda ha da sempre operato per la promozione, valorizzazione e tutela dell’intera filiera nella consapevolezza di ciò che essa rappresenta”   “Inoltre quando si parla di sostenibilità – conclude Rinfreschi – non possono essere tralasciati gli aspetti della sostenibilità economica e sociale ponendo attenzione alle condizioni di lavoro e ad un equo riconoscimento del saper fare”.

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