09 ottobre 2017

Climatizzazione in crisi a causa dell’“Oro Freddo”

L’escalation del prezzo di alcuni gas refrigeranti HFC, mette in ginocchio il settore della climatizzazione

 

L’escalation del prezzo di alcuni gas refrigeranti HFC, sta mettendo in ginocchio il settore della climatizzazione. Le norme europee stanno dettando un percorso di progressiva eliminazione e sostituzione dei gas refrigeranti fluorurati responsabili dell’effetto serra (i cosiddetti HFC), più “inquinanti” con altri a minor impatto ambientale o addirittura naturali.

In particolare, l’R404A e l’R507, i gas più diffusi nel settore della refrigerazione commerciale, professionale ed industriale nel nostro paese, non potranno più essere utilizzati a partire dal 2022 negli impianti commerciali, mentre l’R410A, praticamente il più importante refrigerante per la climatizzazione domestica, non si potrà utilizzare più partire dal 2025.

I tempi sono ancora lunghi. Si sta verificando, però, un aumento sconsiderato dei prezzi che ricadrà sull’utente finale, e la conseguente frenata di un settore in forte crescita con gravi svantaggi competitivi per tutta la filiera: dai costruttori di apparecchiature e sistemi per la climatizzazione d’ambiente, allo stoccaggio, dai trasporti, le piccole imprese dell’installazione e manutenzione di impianti di condizionamento climatizzazione e di refrigerazione e di conseguenza anche ripercussioni sull’occupazione.

«Già ad inizio anno avevamo segnalato che stava succedendo qualcosa di anomalo - spiega Andrea Orifiammi, tecnico del settore e portavoce dei frigoristi per CNA Varese e CNA Lombardia - Secondo noi questi aumenti sono decisamente spropositati e non giustificabili e, anche alla luce della transizione ai nuovi refrigeranti secondo quanto indicato dai regolamenti UE, non ci sono ragioni plausibili che possano determinare dinamiche di prezzo di queste dimensioni. Tra i refrigeranti più utilizzati dall’inizio del 2017 hanno registrati almeno quattro aumenti significativi, superiori a quelli registrati in altri paesi europei quali Francia e Spagna».

Per questi motivi CNA Installazione Impianti nazionale e Assofrigoristi hanno inviato una nota congiunta alla Commissione Garante della concorrenza e del Mercato (AGCOM) richiedendo di effettuare tutti gli accertamenti necessari per verificare gli eventuali profili di illegittimità che possono aver provocato questa impennata negli ultimi tempi dei prezzi dei più usati f-gas, gas ad effetto serra che vengono normalmente impiegati negli impianti di condizionamento e climatizzazione anche ad uso domestico, negli uffici ma anche nella refrigerazione.

Una iniziativa che viene rafforzata anche a livello locale: «Come CNA Varese - ha commentato infatti il presidente di Cna Varese Ticino olona, Luca Mambretti - ci stiamo attivando con i politici del territorio al fine di fare chiarezza e cercare di trovare soluzioni ad un problema così rilevante non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale e sollecitare l’approvazione della normativa in itinere ormai da troppo tempo».