04 Settembre 2018

Decreto Dignità convertito in legge

Le novità in vigore dal 12 agosto

 

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 agosto 2018 della Legge di conversione del Decreto dignità le previsioni dello stesso Decreto, con le modifiche apportate, entrano pienamente in vigore dal 12 agosto 2018 (giorno successivo a quello della pubblicazione).

In materia di lavoro, oltre alle modifiche sulla disciplina del contratto a termine e la previsione di un periodo transitorio di disapplicazione delle causali per i rapporti già in corso, il Decreto dignità convertito in legge estende l’uso dei voucher per prestazioni occasionali agli alberghi fino a 8 dipendenti e agli enti locali, con il limite temporale di 10 giorni di utilizzo; prevede un nuovo sgravio per l’occupazione stabile di lavoratori under 35 negli anni 2019 e 2020 e modifiche alla disciplina dei contratti in somministrazione a termine.

Viene stabilito infine l’aumento dell’importo delle indennità da erogare in caso di licenziamento ingiustificato e di offerta conciliativa.

Per i contratti a tempo determinato, con gli aggiornamenti introdotti dalla legge di conversione e l’introduzione di un regime transitorio fino al 31 ottobre 2018 ci si trova di fronte ad un quadro normativo complesso con l’applicazione di norme diverse legate al momento della stipula del contratto, del rinnovo o della proroga nei periodi: fino al 13 luglio 2018; dal 14 luglio 2018 all’11 agosto 2018; dal 12 agosto 2018 al 31 ottobre 2018; dal 1 novembre 2018. Dal 1 novembre 2018 le nuove regole si applicheranno a tutti i casi, oggi e fino al 31 ottobre 2018 si applicheranno solo per le nuove stipule. Sono state confermate: la durata massima di 24 mesi, salvo diversa previsione dei contratti collettivi di ogni livello; l’obbligo di causale in caso di durata complessiva superiore a 12 mesi o di rinnovo; il numero massimo di 4 proroghe; l’applicazione della maggiorazione dello 0.50% in caso di rinnovo.

Sempre in sede di conversione in legge, sono state introdotte novità che riguardano il limite massimo al numero di lavoratori in somministrazione a termine o a tempo determinato e in somministrazione a termine che possono essere contestualmente presenti presso lo stesso datore di lavoro: salvo diversa previsione del contratto collettivo applicato dall'utilizzatore, il limite massimo è del 30% dei lavoratori a tempo indeterminato in forza all'utilizzatore al 1° gennaio, nel rispetto del limite massimo contrattuale o legale, che si applica alle assunzioni a termine dirette.