16 Luglio 2018

Decreto Dignità

In vigore dal 14 luglio. le novità su contratto a tempo determinato e indennità in caso di licenziamento illegittimo

 

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 del 13 luglio 2018 è stato pubblicato il Decreto legge per la dignità dei lavoratori e delle imprese.

Dal giorno 14 luglio le nuove regole sono in vigore.

Il decreto consta di 15 articoli che riguardano: Misure per il contrasto al precariato – Misure per il contrasto alla delocalizzazione e la salvaguardia dei livelli occupazionali – Misure per il contrasto alla ludopatia – Misure in materia di semplificazione fiscale.
Vediamo di seguito le novità relative al contratto a tempo determinato:

  • i contenuti del Decreto si applicano ai contratti di lavoro a tempo determinato stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del Decreto stesso;
  • le novità si applicano ai rinnovi e alle proroghe dei contratti di lavoro a tempo determinato in corso alla data di entrata in vigore del Decreto legge;
  • non si applicano ai contratti stipulati dalla Pubblica amministrazione e, per i contratti per lavori stagionali, rimane tutto invariato, compresa l’abolizione delle causali;
  • la durata complessiva del contratto a termine si riduce a 24 mesi;
  • la possibilità di proroghe passa da cinque a quattro.
  • Il contratto per i primi dodici mesi non necessita di causale, al rinnovo, invece, dovrà essere specificata la motivazione che deve rientrare nelle seguenti casistiche: esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell’attività ordinaria; necessità temporanee e oggettive, estranee all’attività ordinaria o per necessaria sostituzione di altri lavoratori.
  • la contribuzione addizionale dell’1,4 % introdotta per finanziare la Naspi, aumenta dello 0,5% in occasione di ciascun rinnovo.

Il Decreto interviene anche sull’indennità risarcitoria corrisposta al lavoratore in caso di licenziamento illegittimo.

I limiti minimo e massimo precedenti (4 – 24) diventano 6 – 36 (quindi l’indennità risarcitoria minima per piccole imprese – che non raggiungono il requisito dimensionale dell’art. 18 della Legge 300/70 – diventa di 3 mensilità).