10 Luglio 2018

Decreto Dignita’

Sul tempo determinato un ritorno al passato di cui non si avvertiva il bisogno

 

Il primo atto del Governo, almeno per la parte che riguarda i contratti a tempo determinato, ha profondamente deluso le aspettative di artigiani e piccole imprese.

Luca Mambretti, Presidente di CNA Varese, esprime preoccupazione per la possibile reintroduzione delle causali nei contratti a tempo determinato, una misura che riprodurrebbe la stessa situazione di incertezza che in passato è stata fonte di numerosi contenziosi ed è in stridente contrasto con la volontà espressa dal Governo di introdurre elementi di forte semplificazione in campo economico.

L’eliminazione dell’obbligo della causale – afferma Mambretti - ha infatti ridotto il contenzioso in sede giudiziaria che talvolta sorgeva al termine del rapporto di lavoro, superando la situazione di incertezza giuridica che si verificava in precedenza e che aveva frenato la diffusione di questa tipologia contrattuale, rimettendo alla piena discrezionalità del giudice il compito di verificare la sussistenza delle ragioni aziendali che ne avevano giustificato l’uso.

Con l’eliminazione delle causali, prosegue Mambretti, l’occupazione nelle micro e piccole imprese e nell’artigianato è cresciuta del 12,4%, sostenuta anche dal miglioramento del clima congiunturale ma soprattutto dalla possibilità di assumere con il contratto a tempo determinato, uno strumento che consente alle imprese di trasformare ogni aspettativa di ripresa in nuova occupazione.

Nel complesso in Italia la quota di contratti a tempo determinato è del 12,1%, in linea con la media di contratti temporanei nell’Unione europea (12,2%) e ben al di sotto del 13,7% registrato nell’Eurozona.

Va sottolineato – ha concluso Mambretti - che questa tipologia contrattuale garantisce piena tutela ai lavoratori assunti e parità di trattamento rispetto agli assunti a tempo indeterminato. Esiste il rischio concreto che modifiche affrettate e superficiali abbiano le stesse conseguenze negative dell’abolizione dei Voucher, che ha finito per produrre una drastica riduzione delle attività per le quali venivano utilizzati.