07 novembre 2017

Legge di Bilancio 2018

Il giudizio di Rete Imprese Italia nell'audizione davanti alle commissioni parlamentari

"Apprezzabile, seppur timido, il ritorno alla spending review con 3,5 milardi di tagli alla spesa pubblica improduttiva e bene aver disinnescato gli aumenti dell'Iva per il 2018 che avrebbero comportato maggiori imposte per oltre 15 miliardi di euro, ma ci sono poche misure per la crescita delle imprese". Così Rete Imprese Italia nel corso dell'audizione sulla manovra di Bilancio 2018 svoltasi davanti alle Commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato. "Ci riferiamo, in particolare, sul fronte fiscale allo spostamento dell'entrata in vigore dell'IRI al 2018 che comporterà la mancata riduzione della pressione fiscale per circa 250mila imprese, alla mancata deducibilità totale dell'Imu sugli immobili strumentali e alla mancata riduzione dell'Irap per le piccole imprese. Inoltre, per le imprese che adottano il regime di cassa occorre consentire il riporto delle perdite estendendo alle ditte individuali la disciplina prevista per le società di capitali. E sull'introduzione all'obbligo della fatturazione elettronica tra privati è necessario procedere con estrema cautela nell'ambito di un progetto di medio periodo che coinvolga anche le rappresentanza d'impresa". Rete Imprese Italia chiede poi che si proceda "con estrema cautela" sull'introduzione all'obbligo della fatturazione elettronica tra privati. Apprezzata l'introduzione di un incentivo strutturale all'occupazione giovanile, che può rappresentare un primo intervento per la riduzione strutturale del costo del lavoro da noi auspicata". Rete Imprese ricorda poi che era "fortemente attesa" l'esclusione dei Fondi Interprofessionali dalla normativa sul bail in mentre, per quanto riguarda il credito di imposta per le attività di formazione, giudica "una inspiegabile complicazone" l'averlo subordinato alle attività sancite dai contratti collettivi territoriali o aziendali. Valutazione invece "fortemente negativa" di Rete Imprese sull'estensione della disciplina generale della vendita diretta alle imprese agricole "perché rappresenta un'impropria ed inopportuna invasione di campo che creerebbe un ingiustificato equilibrio delle dinamiche concorrenziali". Note dolenti sul fronte del turismo per il quale "non vengono riservati interventi dedicati nonostante questo settore sia stato uno dei protagonisti principali della crescita al di sopra delle previsioni del Pil nazionale". Infine, "per sostenere un settore strategico per la competitività del Paese quale quello dell'autotrasporto, sarebbe opportuno rifinanziare anche la sezione speciale per l'autotrasporto, considerati i positivi risultat.

Fonte: Cna.it